| Dorsoduro, l'Aprilia in tuta. Nuova supermotard bicilindrica |
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Partiamo da questo: costa 8800 euro. Poco: la sua concorrente d'elezione - ossia la Ducati Hypermotard, sia pure più potente grazie
al motore 1100 - parte da 11.500 euro. Il discorso è un po' brutale ma
è così che ragionano i motociclisti ed è così che presentiamo la
nuovissima Aprilia SMV 750 Dorsoduro.
E se il paragone con sua maestà Ducati può suonare blasfemo va detto
che questa moto "nasce - come spiegano con orgoglio a Noale - proprio
dallo stesso progetto che ha rivoluzionato il mondiale Supermoto...
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Una moto unica, elitaria, nata dall'esperienza racing di Aprilia con una missione precisa: offrire il più puro divertimento di guida". Sulla carta c'è infatti un motore 750 cc bicilindrico a V di 90° da 92 cavalli (in pratica una potenza specifica di ben 122.6 CV/litro ed una coppia massima di 82 Nm a soli 4.500 giri/min) e l'esclusiva tecnologia Ride by Wire con la possibilità di intervenire sulla mappatura elettronica.
"Su questo - ci ha spiegato Leo Francesco Mercanti, Direttore brand Aprilia - aspetto dell'uso massiccio dell'elettronica siamo avanti alla concorrenza e contiamo di mantenere questo vantaggio perché le moto del futuro saranno sempre più piene di questi dispositivi che migliorano prestazioni e guidabilita". E senza gettarsi troppo nei meandri della tecnologia qui basta uno sguardo al cruscotto per capire il concetto: è un dispositivo misto (analogico/digitale) che non ha solo il compito di "raccontare" al pilota quello che succede sulla moto, ma è parte integrante del sistema di autodiagnosi essendo dotato di memoria storica. Compattissimo, ha un design moderno e un peso estremamente ridotto. Tutte le funzioni sono commutabili e facilmente accessibili tramite un comando sul manubrio.
Da qui il pilota interviene come si fa in MotoGp sulla gestione elettronica del motore e sulla sua tripla mappatura: "Selezionabili - spiegano i tecnici Aprilia - in movimento da un comando sul manubrio e a gas chiuso (in omaggio alla sicurezza), le tre opzioni - Sport, Touring e Rain - modificano radicalmente il carattere di Dorsoduro, offrendo una risposta aggressiva e immediata in modalità Sport, più morbida e ideale per il turismo in modalità Touring ed estremamente sicura, anche su fondi a scarsa aderenza, in modalità Rain".
E se a questo aggiungiamo il lavoro dell'acceleratore elettronico Ride by Wire ecco spiegato perché la guida è più fluida e regolare. Ovviamente anche se ormai l'elettronica è al comando, qui siamo sempre su una moto ed ecco quindi il telaio misto traliccio/alluminio - come sulle famose supermotard della Casa di Noale - pinze radiali a quattro pistoncini, dischi Wave, frizione idraulica in bagno d'olio, sospensioni regolabili sia all'anteriore, sia al posteriore, forcellone in alluminio con ammortizzatore laterale e forcella a steli rovesciati da 43 mm pluriregolabile.
Difficile onestamente pretendere di più, anche perché nonostante la massima attenzione alle prestazioni, al divertimento di guida e al design (plastiche ridotte al minimo come sulle moto da corsa e un doppio scarico posteriore bellissimo) qui si sono anche ricordati dei neopatentati: la Dorsoduro è già disponibile in versione depotenziata a 25 kW. I più giovani ringraziano.
repubblica.it
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Postato il Lunedì, 21 aprile @ 11:33:12 CEST di maxiBoss |
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